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Via libera alla detenzione domiciliare per chi ha meno di 18 mesi di pena da scontare.

È quanto consegue al Decreto Cura Italia 17 marzo 2020, n. 18,  dopo le rivolte scoppiate all'interno di numerose carceri italiane a causa dell'emergenza sanitaria e che dovrebbe interessare circa 4000 detenuti.

In particolare, sino al 30 giugno 2020 potranno ottenere la detenzione domiciliare i detenuti che debbono scontare una pena o un residuo di pena fino a 18 mesi, il tutto grazie ad una procedura semplificata. Il Consiglio dei Ministri, con una propria nota, ha chiarito le misure contenute all'interno del Decreto ed ha stabilito che la misura sarà applicata dal magistrato di sorveglianza, non solo su istanza del detenuto, ma anche per iniziativa del pubblico ministero o della direzione del carcere.

Alla Polizia Penitenziaria è affidata la verifica dei domicili prima di avviare il procedimento al Magistrato di Sorveglianza. 🔵

Non sono mancate le critiche a detto provvedimento: secondo Valter Mazzetti, segretario generale dell'Fsp Polizia di Stato, si tratterebbe di un indulto mascherato, posto che la disposizione va a beneficio anche di coloro i quali debbano scontare pene fino a 18 mesi avendo ricevuto, ab origine, pene ben più alte. Viene criticato il “messaggio devastante che passa, e cioè che basta fare una rivolta, incendiare letti, devastare carceri, sequestrare poliziotti penitenziari per ottenere un premio. Perché di certo non tutti i rivoltosi sono stati identificati, e comunque questo provvedimento giunge esattamente a seguito delle rivolte. E' inaccettabile per uno Stato che in un momento così difficile deve mantenere la propria autorevolezza più che mai”. 🔵👮🏻🇮🇹
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Via libera alla detenzione domiciliare per chi ha meno di 18 mesi di pena da scontare. È quanto consegue al Decreto Cura Italia 17 marzo 2020, n. 18, dopo le rivolte scoppiate all'interno di numerose carceri italiane a causa dell'emergenza sanitaria e che dovrebbe interessare circa 4000 detenuti. In particolare, sino al 30 giugno 2020 potranno ottenere la detenzione domiciliare i detenuti che debbono scontare una pena o un residuo di pena fino a 18 mesi, il tutto grazie ad una procedura semplificata. Il Consiglio dei Ministri, con una propria nota, ha chiarito le misure contenute all'interno del Decreto ed ha stabilito che la misura sarà applicata dal magistrato di sorveglianza, non solo su istanza del detenuto, ma anche per iniziativa del pubblico ministero o della direzione del carcere. Alla Polizia Penitenziaria è affidata la verifica dei domicili prima di avviare il procedimento al Magistrato di Sorveglianza. 🔵 Non sono mancate le critiche a detto provvedimento: secondo Valter Mazzetti, segretario generale dell'Fsp Polizia di Stato, si tratterebbe di un indulto mascherato, posto che la disposizione va a beneficio anche di coloro i quali debbano scontare pene fino a 18 mesi avendo ricevuto, ab origine, pene ben più alte. Viene criticato il “messaggio devastante che passa, e cioè che basta fare una rivolta, incendiare letti, devastare carceri, sequestrare poliziotti penitenziari per ottenere un premio. Perché di certo non tutti i rivoltosi sono stati identificati, e comunque questo provvedimento giunge esattamente a seguito delle rivolte. E' inaccettabile per uno Stato che in un momento così difficile deve mantenere la propria autorevolezza più che mai”. 🔵👮🏻🇮🇹 . . . Pagina a sostegno delle FF.OO. 🚔 Seguici per restare aggiornato. ✔️ #polizia #poliziadistato #police #poliziapenitenziaria #vigilidelfuoco #guardiadifinanza #carabinieri #essercisempre #neisecolifedele #italianpolice #operatoridipolizia #policeman #cop #possiamoaiutarvi #poliziotto #alserviziodelcittadino #forzedellordine #italia #policewoman #italianpolice #polpen #guardiacostiera #polizialocale #sicurezza #esercitoitaliano #esercito #military #poliziastradale #repartomobile

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