Struttura Nazionale

PRESIDENTE
Maurizio Palmese

Mail: maurizio.palmese@usmia.it
Cell. 3661197152

SEGRETARIO GENERALE
Leonardo Nitti

Mail: leonardo.nitti@usmia.it
Cell. 3316645800

SEGRETARIO GENERALE
VICARIO ESERCITO
Fabio Elettrico

Mail: fabio.elettrico@usmia.it
Cell. 3478409809

SEGRETARIO GENERALE
VICARIO MARINA
Giordano Andreoli

Mail: giordano.andreoli@usmia.it
Cell. 3470710098

VICE SEGRETARIO GENERALE
VICARIO AERONAUTICA
Angelo Longo
Cell. 3471785789

SEGRETARIO GENERALE
VICARIO CARABINIERI
Carmine CAFORIO

Mail:
Cell. 3313621675

SEGRETARIO GENERALE
VICARIO GUARDIA COSTIERA
Giuseppe Giampietro

Mail: giuseppe.giampietro@usmia.it
Cell. 3385633058

Si è costituita il 28 ottobre 2019, l’ USMIA, l’Unione Sindacale Militari Interforze Associati, sulla scia delle probabili traduzioni in legge della sentenza di Cassazione del 2018 che consente la creazione di sindacati militari.
Presidente dell’Associazione è stato eletto il Contrammiraglio in ausiliaria Maurizio Palmese, 

Segretario Generale il Primo Luogotenente Leonardo Nitti appartenente all’Esercito
 Segretario Generale Vicario Esercito Mar. Ord. Fabio Elettrico, 
Segretario Generale Vicario Marina Primo Luogotenente Giordano Andreoli, 
Vice Segretario Generale Vicario Aeronautica Luogotenente Angelo Longo, 
Segretario Generale Vicario Carabinieri  Primo Luogotenente CS Carmine Caforio, 
Segretario Generale Vicario 
Guardia Costiera Primo Luogotenente Giuseppe GIAMPIETRO.

 

La lettera di intenti 

 

“Lo status del militare è riassunto nella stessa formula del giuramento che ciascuno è tenuto a prestare all’atto dell’arruolamento. Essa si distingue dalla formula pronunciata da un Ministro della Repubblica o da un funzionario della Pubblica Amministrazione, laddove al militare è richiesto di giurare altresì per ” …adempiere con disciplina e onore tutti i doveri ..dello .. stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni”.

USMIA rifugge dal bieco sindacalismo ispirato da modelli ottocenteschi che intendono pregiudicare i pilasti della disciplina e del rispetto gerarchico, instillando una disastrosa contrapposizione tra  categorie di personale.

USMIA intende perseguire, per contro, con decisione l’obiettivo di persuadere i decisori della politica a mutarela propria agenda che appare molto lontana dalle questioni della Difesa e che sembra sempre più condizionata da sterili polemiche interne, incuranti dei crescenti rischi di insicurezza e instabilità nelle aree di interesse strategico nazionale. Visioni forse anche ideologizzate e opportunistiche hanno determinato negli ultimi 20 anni politiche di bilancio per la Difesa, del tutto incompatibili rispetto alle maggiori necessità di risorse finanziarie richieste, per contro, da Forze Armate, caratterizzate da un modello interamente professionale, che hanno necessità di interagire con altre Forze Armate Alleate, operando in scenari vieppiù complessi e rischiosi.
Non basta, dunque, la riforma della rappresentanza militare perché si possa voltare pagina. E’ necessario un forte associazionismo professionale che possa essere in condizione di far sentire la propria voce, contribuendo a mutare l’atteggiamento della politica rispetto alla Difesa e ai suoi militari.
Tra gli argomenti al centro della agenda, figurano:

la manutenzione degli alloggi di servizio, la riforma del sistema pensionistico che risulterà del tutto insufficiente per chi avrà un sistema di calcolo interamente contributivo, lo sviluppo di un moderno welfare militare, gli adeguamenti per il miglioramento della sicurezza nei luoghi di lavoro, l’adeguamento delle indennità compensative di chi svolge attività usuranti e pericolose, l’incremento degli organici drasticamente ridotti dalla legge 244/12 concernente la “revisione dello strumento militare nazionale”, senza il quale taluni reparti, persino operativi, sono oramai vicini al punto di collasso, con conseguente forte disagio e demotivazione del relativo personale, chiamato a compiere con grande sacrificio e difficoltà il proprio lavoro.

“I nostri valori, le nostre donne e uomini in divisa devono essere sostenuti e tenuti al riparo, magari proprio da chi negli ultimi anni ha perseguito politiche ostili alla difesa e che attraverso la peggiore sindacalizzazione intende proseguire la propria opera. Da qui la scelta del carattere interforze della nostra Associazione. Da qui nasce anche il nostro invito ai nostri colleghi.

Solo se molti aderiranno al nostro progetto ed alle nostre idee avremo la forza di farle valere.